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Avvenire 2/12/2000 Il Bagutta alla Vitale. La giuria del Premio Bagutta ha assegnato la 65ma edizione del riconoscimento letterario a Serena Vitale per la sua opera "La casa di ghiaccio. Venti piccole storie russe" (Mondadori) ambientato nella Russia del '7-800. Per l'Opera prima sono invece stati premiati ex-aequo lo sceneggiatore Luigi Guarneri per "L'Atlante criminale. Vita scriteriata di Cesare Lombroso" (Mondadori) e l'etnosociologa Silvia Di Natale per "Kuraj" (Feltrinelli). Il premio verrà consegnato domani alla Trattoria Bagutta di Milano e l'11 dicembre il Teatro Franco Parenti dedicherà una serata di letture ai vincitori. Corriere della Sera 2/12/2000 Dal Premio Bagutta un omaggio alla Russia di Serena Vitale Da Milano un omaggio alla Russia. Così si potrebbe leggere il senso del 65° Premio Bagutta, che domani assegna il prestigioso riconoscimento maggiore a Serena Vitale, nota a tutti come studiosa di letteratura russa e in particolare di Puskin, ma anche, tra l'altro, come traduttrice memorabile di Mandel'stam, Esenin, Cvetaeva, Nabokov. E proprio "Il bottone" di Puskin, uno straordinario saggio-biografia pubblicato da Adelphi nel 1995, è stato forse la prova generale per la raccolta di racconti "La casa di ghiaccio" (Mondadori) premiata quest'anno dal Bagutta: una catena di venti brevi storie (d'amore, di crudeltà, di fantasia) che gettano luce su minuscoli e avvincenti personaggi vissuti tra Sette e Ottocento, insomma contemporanei al padre di Onegin. Ma la Russia non finisce qui, se &ezgrave; vero che come esordiente è stato scelto, ex aequo con "l'Atlante criminale" di Luigi Guarnieri (Mondadori), il romanzo -fiume "Kuraj" (Feltrinelli) di Silvia di Natale, narrante la storia della piccola nomade Naja, del popolo dei Tunciàn, adottata da un ufficiale tedesco. Insolita epopea di migrazioni, conquiste, decadenze, fughe e ritorni che appunto ha il suo fulcro nella campagna di Russia. Libro-rivelazione che ha spopolato nell'ultima Buchmesse, dove é stato acquistato dalla Francia (Gallimard), dalla Germania, dall'Olanda, dalla Grecia e, per i Paesi anglofoni, dalla prestigiosa Bloomsbury. Questa edizione del Bagutta è anche un riconoscimento ai narratori "dilettanti" o outsider, se è vero che alla slavista Vitale e alla sociologa-etnologa Di Natale (che vive in Germania) si aggiunge uno scrittore di cinema e drammaturgo come Guarnieri. Il suo "Atlante criminale" è la biografia ridicola e paradossale di Cesare Lombroso, lo scienziato "idiota" che secondo l'autore fu capace di condurre una gigantesca indagine su delinquenza e devianza, con il solo risultato di farsi sbeffeggiare per decenni da scienziati e filosofi. Esilarante, tragicomico paradosso raccontato con notevole verve, ma anche con un appropriato impianto documentario. Al Bagutta, che vanta una delle giurie più autorevoli d'Italia, lunedi sarà dedicata una serata al Teatro Parenti di Milano (con testimonianze, filmati, musiche e letture). Paolo Di Stefano. Corriere della Sera 4/12/2000 IL PREMIO/ Dai vincitori un omaggio per Milano Bagutta, serata d'orgoglio Grande sfilata di uomini di cultura per la serata di assegnazione del 65° premio Bagutta, il primo riconoscimento letterario in Italia, istituito nel 1926, una delle poche tradizioni profondamente meneghine che hanno resistito negli anni. La giuria, presieduta da Emilio Tadini e coordinata dal suo vice Guido Vergani, ha assegnato il premio, consistente in 60 milioni, alla scrittrice Serena VItale per la raccolta di racconti "La casa del ghiaccio", edita da Mondadori. Ai due esordienti Silvia Di Natale e Luigi Guarnieri un riconoscimento "ex aequo" di 10 milioni a testa. Tra i presenti Leonardo Mondadori, Inge Feltrinelli, l'architetto Gae Aulenti, Milva, Cecilia Pirelli, l'assessore alla Cultura Salvatore Carrubba, Giorgio Falck, il grecista Dario Del Corno, Gaetano Afeltra, Cesare Segre, il critico Giuliano Gramigna, la scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti, i giornalisti Mario Cervi e Giulio Nascimbeni, il dialettologo Dante Isella. Dopo aver gustato un ricco antipasto di salumi, un delicato risotto con gamberi e funghi, della sottofesa di vitello con asparagi e una libidinosa cassata, il via alla cerimonia di premiazione, con un'emozionatissima Serena Vitale, vestita con un completo lungo di velluto color rosso scuro, che ha confessato: "Mi sento in stato comatoso per la felicità: questo riconoscimento significa la mia consacrazione. Per me, brindisina di nascita, ma che da 30 anni vivo a Milano, significa ricevere dalla mia città d'elezione un atto d'amore bellissimo". I festeggiamenti proseguiranno anche la prossima settimana, la sera di lunedi 11 al teatro Franco Parenti, quando verranno ricordate con filmati e testimonianze, letture e musiche le 65 edizioni del Bagutta. Franco Manzoni Corriere della Sera Milano 11/12/2000 SETTANTAQUATTRO ANNI FA UN GRUPPO DI ARTISTI E SCRITTORI GETTO' LE BASI DEL PRIMO PREMIO LETTERARIO ITALIANO UNDICI AMICI ALL' OSTERIA. COSI' NACQUE IL BAGUTTA. (di Orio Vergani) L'inverno è precoce a Milano. La sera di San Martino, 11 Novembre 1926, pioveva e già l'attaccapanni di Bagutta era carico di pastrani. Il Sor Pepori aveva messo sul fuoco le prime castagne. Si era in undici amici: Bacchelli, Monelli, Vellani Marchi, Steffenini, Franci, Scarpa, Niccodeni junior, Alessandrini, Monelli, Vergani e Veretti. Bagutta aveva sei mesi di vita. Era stato Riccardo Bacchelli a scoprire quella trattoria toscana e noi, scrittori, giornalisti, pittori approdati da poco a Milano per trovare uno stipendio o un mercante d'arte, gli eravamo andati dietro. L'ora "storica" di Bagutta fu proprio quella. Si era tanto parlato, ogni sera, di libri. Ne parlava chi, fra noi, già viveva con la penna: ne parlavano gli amici pittori, ne parlavano anche gli amici che si limitavano al ruolo di lettori. Qualche volta ci accadeva d'essere d'accordo nel dire: "Ecco un bel libro.. Ecco uno scrittore". Erano giudizi che restavano nell'aria. Perchè non avremmo potuto dare una forma evidente e affettuosa a quel nostro giudizio? Uno di noi disse:"Perché non fondiamo un premio letterario. In Italia, non c'è un Goncourt. Questo avrebbe il merito che lo daremmo noi, con i nostri soldi, senza servire l'interesse di nessuno". "Credi che potrebbe durare?" "Durerà. Sarà magari un premio di cento lire se non avremo soldi, ma durerà..." Tirammo fuori cento lire a testa. Con millecento lire, fondammo il primo premio letterario italiano. In tanti anni, abbiamo gridato, concionato solo per poter, ogni anno, consacrare con un premio una nuova simpatia e una nuova stima. Nel segno dell'amicizia per la quale Bagutta ha vissuto, vive e vivrà. Questa sera, alle 20.30, il Teatro Franco Parenti onora i 65 anni del Bagutta, il più antico premio letterario italiano che, domenica scorsa, è andato a Serena Vitale e agli esordienti Silvia Di Natale e Luigi Guarnieri. La giuria, i vincitori di questa e delle passate edizioni racconteranno la storia del Bagutta, attraverso letture, filmati, reportage radiofonici e testimonianze. Fra gli attori, Anna Nogara. L'ingresso é libero. Il brano sopra-riportato è uno stralcio del testo "Undici amici all'osteria" di Orio Vergani. ...Così nacque il premio. Il Giornale 2/12/2000 "Bagutta" a Serena Vitale per "La casa di ghiaccio" Il premio "Bagutta" ha quasi settantacinque anni, dal momento che venne inventato l'11 novembre del 1926 nell'omonimo ristorante milanese. Dunque, è il più antico premio letterario italiano. E uno dei più ricchi. La prima presidenza della giuria venne affidata a Riccardo Bacchelli: poi, di presidente in presidente, è arrivata a Emilio Tadini. I giurati non propongono una rosa di finalisti: si riuniscono una volta al mese per tutto l'anno, parlando di quanto hanno letto, segnalano, discutono, perorano candidati. Fino a quando esce il prescelto. Insomma, alla fine uno solo vince e tutti gli altri hanno perso. Non c'è neppure un genere letterario preferenziale: ll premio è stato assegnato indifferentemente a saggi, romanzi, raccolte di poesie. Purchè di libri buoni si tratti. Il primo vincitore fu G. Battista Angioletti con "Il giorno del giudizio". Proclamato tale il 14 gennaio del 1927, nella sala del ristorante, al termine della rituale cena. Quest'anno il premio viene consegnato, come da (quasi) sempre, nella prima domenica di dicembre. E lo riceverà Serena Vitale, per "La casa di ghiaccio" (Mondadori). A titolo di curiosità segnaliamo allora che dal 1985 una donna non vinceva il "Bagutta": l'ultima fu Francesca Duranti. Ma domenica sera anche due autori esordienti saranno abbastanza contenti: perchè si divideranno (non è un fatto insolito) il premio per l'opera prima. Si tratta di Luigi Guarnieri ( Atlante criminale, Mondadori) e Silvia Di Natale (Kuraj, Feltrinelli). E così, ancora una volta, una tradizione milanese andrà avanti. Passa il tempo, cambiano i giurati. Cambiano le coordinate della critica, i gusti. I mecenati. L'industria dei libri. Il premio "Bagutta" resta. (R.Cul) Il Giorno 2/12/2000 IL BAGUTTA A SERENA VITALE MILANO - La giuria del Premio Bagutta ha assegnato la 65ma edizione del riconoscimento letterario a Serena Vitale, per la sua opera "La casa di ghiaccio- Venti piccole storie russe". Per l'area Opera Prima sono stati premiati ex aequo Luigi Guarnieri per "l'Atlante criminale - Vita scriteriata di Cesare Lombroso" e Silvia Di Natale per "Kuraj". Il premio, com'è d'abitudine, verrà consegnato durante una cena che si terrà domani alla Trattoria Bagutta di Milano. Lunedi 11 dicembre al Teatro Franco Parenti si svolgerà una serata dedicata al Premio. "Il Bagutta consacra il mio amore per Milano" Milano - Quest'anno il premio letterario più antico d'Italia, il Premio Bagutta (fu fondato da un gruppo di amici durante la notte di S. Martino, l'11 novembre, del '26) viene attribuito a "La casa di ghiaccio " di Serena Vitale (Mondadori), rivisitazione di venti tormentate e allucinate storie della Russia del Settecento e Ottocento. "La mia è felicità pura. Non me lo aspettavo - ci dice la scrittrice brindisina che vive a Milano da più di trent'anni - Il Bagutta consacra il mio amore per Milano. Amo di questa città anche i luoghi comuni più triviali come la nebbia e la Madonnina". "La casa di ghiaccio" è l'opera che ha amato di più, ma anche la più difficile: "C'era da togliere la voce parlante: dovevo ricostruire venti romanzi". Ordinario di Lingua e Letteratura Russa alla Cattolica, la Vitale è considerata la più grande slavista italiana. Ha tradotto Puskin, e tutta la grande poesia russa. Da bambina non avrebbe mai pensato di diventare scrittrice: "Volevo fare la professoressa di matematica". Ma poi la madre forgiò il suo amore per gli autori russi: "Lasciava per casa tutti quei libri". La Giuria, presieduta da Emilio Tadini, per l'Opera Prima premia ex-aequo "L'Atlante criminale -Vita scriteriata di Cesare Lombroso", di Luigi Guarnieri (Mondadori), e "Kuraj", di Silvia Di Natale (Feltrinelli),. La cerimonia di premiazione avverrà domani durante la tradizionale cena alla Trattoria Bagutta. Ma.R. L'Eco di Bergamo 2/12/2000 SERENA VITALE VINCE IL BAGUTTA - Serena Vitale ha vinto il 65° Premio Bagutta con "La casa di ghiaccio. Venti piccole storie russe". Per l'area Opera Prima sono stati premiati ex aequo Luigi Guarnieri per "L'Atlante criminale" e Silvia Di Natale per "Kuraj". La Repubblica 2/12/2000 PREMIO ALLA VITALE - CASA DI GHIACCIO VINCE IL BAGUTTA - Serena Vitale con "La casa di ghiaccio. Venti piccole storie russe" (Mondadori) si è aggiudicata il 65esimo Premio Bagutta, che, com'è tradizione, verrà consegnato domani sera durante la cena alla trattoria Bagutta. Ex-equo per l'Opera Prima la giuria ha scelto "L'Atlante criminale. Vita scriteriata di Cesare Lombroso" di Luigi Guarnieri (Mondadori) e "Kuraj" di Silvio Di Natale (Feltrinelli). Ma quest'anno c'è una novità, la serata d'onore dedicata al Premio che si terrà lunedì 11 dicembre alle 20.30 al teatro Franco Parenti: testimonianze, filmati, musiche, letture e incontri con i vincitori. |
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